Questo video non è estratto dal film I love shopping. Si tratta di un video reale girato questa mattina da una commessa in un negozio di H&M turco, al debutto della collezione Balmain for H&M. Non si è trattato di un caso isolato. Sul sito di Elle.com ce ne sono altri. La gente (sissignori, uomini e donne) si è messa in coda stanotte per riuscire a entrare da H&M all’apertura delle porte o almeno tra i primi turni.
Negli anni scorsi non ci ho perso il sonno, ma qualche coda l’ho fatta anch’io: le commesse del negozio ti mettono al polso un braccialetto e ti istruiscono sull’orario nel quale ti faranno entrare, per 10 minuti, il tempo di scegliere, qualche articolo, provarlo… non è che sia fattibile, e pagare. Pagare fior di quattrini. Non sono prezzi da H&M quelli della collezione in collaborazione con Balmain, anzi: qualche vestito ricamato può arrivare a costare quasi 500 euro.
Eppure questa follia di massa si ripete ogni anno e non sembra accennare a diminuire. Neanche quest’anno che H&M ha messo in vendita la collezione di Balmain sul negozio online. Chi di noi pensava di risparmiarsi la fila acquistando online ha scoperto che si sbagliava e di grosso. Perché per la prima volta, si è fatta la coda anche per entrare su un sito web. Io c’ero.
Alle 9.45 il sito di H&M era offline per manutenzione. 5 minuti dopo a chiunque si collegasse appariva una pagina come questa:

In pratica significa: “Sei in coda virtuale, bella, rassegnati!”. Aggiorna la pagina e incrocia le dita. Ma io sono una geek chic, per quanto appassionata di moda: ho installato un’estensione di Google Chrome per fare refresh automatico, ogni 30 secondi, e ho lasciato la pagina aperta sotto la bozza del lavoro che stavo correggendo.
Alle 10.25, ben 25 minuti dopo l’orario di apertura delle vendite, quando stavo ormai perdendo le speranze, finalmente il sito si carica nel browser: H&M ha concesso al mio indirizzo IP “in coda” di accedere alla collezione. Da non credere: quasi metà dei prodotti sono già esauriti! Riesco a mettere nel carrello un maglione con un prezzo abbordabile e ad acquistarlo in fretta e furia. Gli auricolari non hanno nemmeno più il pulsante di acquisto (forse non l’hanno mai avuto). La maglietta con il logo scompare dal mio carrello mentre mi loggo. Niente tentennamenti in queste situazioni, perché H&M non riserva gli articoli, nemmeno per un minuto: se qualcun altro li adocchia, te li sgraffignano da sotto il naso, mentre stai inserendo i tuoi dati. Uno stress. Appena ho terminato l’acquisto, alle 10.31, ho un vago senso di nausea e corro a farmi una camomilla.
Su Twitter e Instagram, nel frattempo #hmxbalmain è trending topic. Mentre centinaia di ragazze protestano perché il sistema di coda virtuale gli impedisce persino di vedere la collezione sul sito, poche decine di fortunate iniziano a postare i propri selfie trionfanti fuori dai negozi H&M, con l’inconfondibile busta nera firmata Balmain tra le braccia. Occhiaie, sorrisi, lacrime, capelli sfatti. Un delirio.
Qualcuno è così carico di buste che non riesce nemmeno a trasportarle. E no, ragazzi, non è una donna.

Alle 13 la collezione di Balmain per H&M è già andata esaurita online, in tutto il mondo. E anche nei negozi la situazione è ormai molto simile. Tutto quello che resta è un anonimo top a fascia bianca che sono sicura di aver visto identico da Tezenis.

Su eBay, invece, la collezione di H&M per Balmain non si esaurisce. Anzi. Ogni minuto che passa appaiono nuovi prodotti rivenduti da privati e a prezzi stratosfericamente alti. La giacca di velluto con le perline che costava € 399 (e che alle 10.25 era già quasi completamente esaurita) su eBay qualcuno la rivende a 5.000 euro.

La maglietta bianca che mi è scomparsa dal carrello, i più onesti la rivendono a un prezzo d’asta doppio del suo prezzo originale e sull’annuncio ti assicurano che ce l’hanno disponibile in tutte le taglie. Alle 19 ci sono già 2.000 risultati su eBay che rispondono alle parole chiave “HM + Balmain“. C’è chi si vende persino le buste. E i prezzi sono spesso superiori a quelli richiesti per acquistare un capo vero e vintage di Balmain.
Incredibilmente però sembra che qualcuno li stia comprando.
Perché il nostro cervello è strano. E della realtà registra solo quello che gli va. Non vediamo i vestiti di poliestere di scarsa qualità confezionati da poveri operai cambogiani sottopagati. Non vediamo il giorno di ferie che stiamo togliendo ai nostri cari. Non vediamo le ore del nostro tempo perdute per stare in fila, magari in un sotterraneo di un centro commerciale. Non sentiamo nemmeno la pioggia. E il sonno. E la notte.
The H&M Balmain queue in Amsterdam is long.. #fb pic.twitter.com/MftQTO8Kqk
— Roland van Paridon (@RQCG) 5 Novembre 2015
Il nostro cervello manipolato dalle tattiche di marketing vede l’etichetta nera e dorata che somiglia tanto a quella che sfiora le spalle delle star di Hollywood. Vede lo stesso vestito e la stessa giacca che indossano Gigi Hadid e Kendall Jenner. Il nostro cervello è strano e prova un piacere peccaminoso a lasciarsi ingannare. E per 100, 300, 500 o 1.500 euro acquista la sensazione labile e morbosa di lasciarci guardare nei panni di chi non saremo mai. Magari soltanto in un selfie su Instagram, scattato in un camerino di H&M.
Non è Balmain, ma è come se lo fosse.
Non è il mondo vero, ma è come se lo fosse.








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