Negli ultimi tre mesi di rivolgimenti la domanda che mi sono sentita porre più frequentemente negli ultimi tempi non è stata “come hai fatto a trovare casa così presto?” oppure “come hai fatto a ristrutturarla così rapidamente?”. Tutto sommato nemmeno “ma perché hai deciso di lasciare Barcellona per Milano?” si posiziona al primo posto, quello che mi chiedono quasi tutti è invece: “come hai fatto a trovare lavoro in Italia?“.
La ricerca di un lavoro nel nostro paese (come in Spagna) può essere un’impresa difficile e frustrante, specialmente se si tratta del primo impiego. Tuttavia, dando per assodato che non esiste una ricetta perfetta per trovare l’impiego perfetto e che tutto dipende anche da una buona dose di fortuna e di coincidenze più o meno casuali, in questo articolo cercherò di raccontare la mia esperienza di ricerca di lavoro online, individuando le mosse che potrebbero aver fatto la differenza permettendomi di trovare lavoro in tempi in fin dei conti abbastanza brevi.
1. Se non giochi, non vinci.
Iniziamo col dire che quando sono stata licenziata, nel dicembre 2014, una parte di me non aveva nessuna voglia di rimettersi a cercare subito un nuovo impiego: la fine del Softonic che conoscevo e il clima amaro che si respirava in quell’azienda in crisi costretta a un repentino e imbarazzante licenziamento collettivo mi avevano svuotata di ogni energia. Volevo soltanto chiudermi in casa per lavorare a un progetto tutto mio, che si trattasse di scrivere un libro oppure di lavorare al mio blog, Geek è Chic, come alla fine ho fatto.
Ma nonostante per i primi 10 mesi non abbia cercato lavoro in maniera seria e consapevole, c’era comunque una parte di me, quella più responsabile e stakanovista, o forse semplicemente spaventata dall’insicurezza del futuro e dalla precarietà, che non era capace di disconnettersi totalmente dal mercato lavorativo.
Già prima del licenziamento avevo iniziato a inviare curriculum a casaccio, ogni volta che m’imbattevo in un’offerta minimamente interessante su LinkedIN. Il risultato è stato che durante il 2015 mi sono comunque candidata in maniera distratta a decine e decine di posizioni, spesso senza inviare nemmeno lettere di motivazione, giusto per capire quale sarebbe stato il riscontro. Il bilancio dell’anno sono state almeno tre offerte di lavoro a cui ho dovuto rinunciare e vari colloqui che ho deciso di sospendere, finché finalmente, nell’ottobre del 2015 sono riuscita a trovare qualcosa che ha davvero acceso in me una scintilla d’interesse.
Il primo consiglio che mi sento di dare è dunque il seguente: anche se non hai voglia di cercare lavoro e nessuna delle offerte che trovi sul mercato ti sembra interessante, anche se vuoi prenderti un anno sabbatico, dedica un giorno a settimana per cercare le offerte disponibili nella sezione Jobs di LinkedIN e inviare il tuo CV. Sarai sempre in tempo per rifiutare se quello che ti propongono proprio non ti convince, ma in compenso ti rimetterai subito in gioco sul mercato e avrai tempo per imparare dai tuoi errori e aggiustare il tiro. E anche se nessuno sembra risponderti o se ricevi molti no, non arrenderti! Trovare lavoro è anche una questione di probabilità, come alla lotteria: se non giochi, non vinci.
2. CV: basta col noioso formato europeo
Ovviamente, per poter inviare il CV, bisogna prima prepararlo e aggiornarlo. Nel dicembre 2014 il mio curriculum era nel classico formato europeo e aveva ancora l’aspetto primitivo del 2006, quando una tutor del master che avevo frequentato mi aveva aiutato a compilarlo (è ancora online a questo indirizzo). Visto che non avevo molta voglia di trovare lavoro e poche energie da dedicargli l’ho mantenuto quasi identico, limitandomi ad aggiungere le esperienze degli ultimi 7 anni.
Nell’ottobre 2015, quando ero ormai stufa di stare chiusa in casa e iniziava a tornarmi la voglia di lavorare in team, ho deciso di seguire il consiglio di una consulente del lavoro che avevo incontrato mesi prima: lascia perdere il vecchio (e “aburrido”, come dicono in Spagna) formato europeo, trova il tuo formato ideale e fai in modo che tutto il CV entri in una sola pagina. Ci hanno abituato a credere che un curriculum vitae lungo pagine e pagine dia più credibilità, ma la verità è che gli specialisti di Risorse umane hanno poco tempo e molto lavoro: il profilo vincente sarà quello che riuscirà ad attirare l’attenzione in poco tempo con le giuste parole chiave e un po’ di creatività.
Le mie 8 pagine di curriculum sono così diventate una sola: ho creato un PDF con Pages (un programma solo per Mac) ricco di link ai miei profili social e progetti online e punteggiato con qualche keyword evidenziata in grassetto o con un colore energico. Nel mio CV ho deciso di mettere una foto (anzi, un selfie), naturale e con un bel sorriso, ma non ho indicato la data di nascita (non serve).
Ai responsabili di HR interessa chi siamo e quello che sappiamo fare, non quello che abbiamo fatto nel passato, quindi ho riassunto in una decina di righe il mio profilo professionale, limitandomi a elencare successivamente solo le ultime esperienze lavorative rilevanti, spiegando brevemente il ruolo e le competenze acquisite (o potenziate) in ogni ruolo. Infine, ho aggiunto tre piccoli elenchi con le mie competenze informatiche, tecniche e linguistiche. Se proprio ci tieni a far notare la vastità delle tue esperienze, metti un link al tuo profilo LinkedIN: se chi legge vorrà approfondire, atterrerà sul tuo profilo con un click.

Il nuovo CV in formato ridotto ha fatto davvero la differenza: la risposta alle mie candidature è migliorata di circa il 100%. Ho modificato il CV a ottobre e a fine dicembre avevo già all’attivo vari colloqui e ricevuto altre tre offerte!
3. Cura la tua immagine su LinkedIN
LinkedIN è il miglior amico di chi sta cercando lavoro. Negli anni si è evoluto con tantissime funzioni interessanti per creare un network di colleghi e potenziali datori di lavoro e con alcuni optional che possono arricchire a tutto tondo la tua immagine di professionista. Non limitarti a duplicare il tuo CV testuale: aggiungi link ai tuoi progetti online, a video che ti vedono protagonista, a tue presentazioni ed eBook, specifica quali sono le tue certificazioni e i corsi ai quali hai partecipato, le associazioni di cui fai parte, eccetera.

Ricorda che LinkedIN è un social globale: sforzati di scrivere tutto in inglese e poi chiedi a un amico madrelingua di rivedere quello che hai scritto.
Infine, non sottovalutare le raccomandazioni, ma non esagerare: chiedile solo a colleghi, capi e dipendenti di cui riconosci le capacità di scrittura e comunicazione. Non c’è niente di peggio di una raccomandazione scritta senz’anima o in un pessimo inglese! E non farti prendere dalla sindrome del collezionista: un paio di raccomandazioni per ruolo bastano e avanzano, anche perché LinkedIN ne mostra solo due per posizione.

A proposito di raccomandazioni: anche su LinkedIN come nella vita reale, vale il detto “Chi semina, raccoglie”. Se vuoi che un tuo collega ti scriva un raccomandazione su LinkedIN, inizia con lo scriverne una tu per lui, originale e sincera: ti sarà grato e non vedrà l’ora di sdebitarsi scrivendone una per te altrettanto originale e sincera (se dovesse dimenticarsene, allora diventa lecito ricordarglielo! 😉 ).
Ovviamente, LinkedIN è un social: non puoi creare il CV e lasciarlo lì. Interagisci con il tuo network, consiglia gli aggiornamenti che riguardano la tua sfera professionale e quando possibile pubblica qualche update anche tu. Però ricorda sempre che LinkedIN è un social per professionisti; le informazioni personali, i giochi di enigmistica e i selfie lasciali a Facebook.
4. Mai senza i tuoi biglietti da visita
Ormai da anni ho smesso di stampare il mio cv: il curriculum al giorno d’oggi si allega via email in formato PDF. Ma non posso dire lo stesso per i biglietti da visita. Un biglietto da visita è una piccola parte di te nelle mani di un possibile partner o datore di lavoro: pertanto deve somigliarti e attirare l’attenzione.
Io ho scelto un formato quadrato di cartoncino spesso con un profilo colorato, su cui oltre al mio nome e alla mia qualifica ho messo solo numero di telefono, email e URL del sito web (o del blog).
Se l’indirizzo del tuo blog o del tuo sito sono difficili da ricordare o da digitare, ti consiglio di stampare sul biglietto da visita un codice QR che una volta inquadrato con la fotocamera del cellulare reindirizzi automaticamente al tuo sito.
La tipografia Flyeralarm ti permette di creare e ordinare facilmente le tue business card con codice QR attraverso una procedura guidata online: scegli il modello che preferisci, personalizzalo con i tuoi dati e poi ordina online un pacchetto di bigliettini. Li riceverai a casa in una settimana circa. Più pratico di così…

5. Un blog è il tuo miglior biglietto da visita
Alla fine dei conti, il suggerimento più importante è questo e non mi stancherò mai di ripeterlo: se c’è qualcosa che ti appassiona e se sai scrivere, non esitare un secondo, apri un blog e trova la tua maniera personale di condividere quello che ti piace con il mondo. Un blog ti fa guadagnare visibilità e autorevolezza più di qualsiasi CV e biglietto da visita. Non serve nemmeno aggiornarlo troppo spesso: l’unica cosa che importa è che la tua personalità traspaia chiaramente e che le tue competenze professionali e la passione per quello che fai siano evidenti.
Ho trovato il mio primo vero impiego a Softonic (dopo parecchi stage) grazie al mio vecchio blog dedicato ai viaggi: il mio ex-capo lo aveva letto e aveva apprezzato il mio stile. Anche stavolta galeotto è stato il blog: il mio futuro capo si è spulciato tutto Geek è Chic e alla fine deve essersi convinto che le mie competenze come content strategist siano sufficientemente efficaci. Quindi al di là del guadagno diretto che puoi ottenere attraverso banner e affiliazioni, un blog vale per le sue capacità di testimoniare quello che sai fare.
Aprire un blog al giorno d’oggi è veramente facilissimo e gratuito. Io ti consiglio di iniziare con Wix o com WordPress.com che è la piattaforma più semplice: scegli uno dei template già pronti, dedica un po’ di tempo a trovare l’URL giusto e poi… non ti resta altro che concentrarti sulla creazione dei contenuti e delle immagini.
Buon divertimento e in bocca al lupo! 😉




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