EatWith: perché andare a cena a casa di sconosciuti

Proprio di oggi è la notizia che il tribunale di Milano ha vietato UberPop in Italia, perché si tratta di “concorrenza sleale” per i tassisti. UberPop è una piattaforma tecnologica che permette a chiunque di creare un profilo e mettere a disposizione la propria macchina per dare passaggi a pagamento agli utenti dell’app, configurandosi effettivamente come un’alternativa al taxi.

Non è lo scopo di questo articolo entrare in un lungo dibattito se sia giusto o sbagliato. Quello che mi chiedo è cosa succederà adesso in Italia con tutti gli altri mondi nati dall’economia collaborativa: Airbnb, per esempio, che ti permette di mettere in affitto una stanza o un intero appartamento senza avere la licenza di un hotel o un B&B, oppure EatWith, che ti permette di aprire una sorta di piccolo ristorante a casa tua, senza tutti gli oneri che comporta avere un ristorante (licenza, affitto del locale, eccetera).

Di sicuro, l’eccessivo protezionismo può farci perdere qualcosa. Qualcosa che, finché non la provi, non sai nemmeno cos’è. Qualche giorno fa ho provato per la prima volta EatWith (come ospite). Ti racconto com’è andata e quello che ti potresti perdere se anche EatWith fosse proibito in Italia.

Che cos’è EatWith

EatWith è un sito web nato per i viaggiatori in cerca di nuove esperienze, che ti permette di andare a cena a casa di perfetti sconosciuti, in modo da provare la cucina locale e di conoscere la gente del luogo. Il tutto ovviamente a pagamento: il prezzo e il numero di partecipanti li stabilisce il padrone di casa e solitamente decide anche il menu della serata.

Inoltre, l’anfitrione si siede a mangiare con i propri commensali, a meno che non sia espressamente indicato il contrario o non decidi di prenotare un evento privato. Da questo punto di vista quindi EatWith è abbastanza diverso da un ristorante: l’idea non è che vai e scegli cosa vuoi mangiare e bere, ma farti entrare nella cultura locale, nella vita quotidiana degli “indigeni” in uno dei momenti più conviviali e rappresentativi, qual è il momento dei pasti.

In città internazionali come Barcellona, EatWith si è evoluto in qualcosa che somiglia molto alle cene clandestine: non è più solo un’esperienza per turisti coraggiosi, ma anche per chi vive stabilmente nella stessa città. Capita così di organizzare una serata con gli amici e qualcuno ti suggerisce: “Ma perché non andiamo a provare la cucina fusion tailandese-americana di Tizio su EatWith? Me lo hanno consigliato degli amici!”. E ogni sera, volendo puoi provare una cucina diversa e conoscere qualche persona interessante che chissà da quale parte del mondo viene.

Non esiste ancora un’app ufficiale di EatWith per chi partecipa agli eventi, se li organizzi invece per te c’è EatWith for Hosts, per gestire messaggi e prenotazioni.

La mia esperienza con EatWith a Barcellona

Era da tempo che volevo partecipare a EatWith: ero curiosissima di sapere come funzionava. Mi sono iscritta alla piattaforma a febbraio e ne avevo parlato molto con gli amici, ma non mi ero ancora decisa a prenotare. Un giorno mi è arrivata una newsletter che pubblicizzava un evento speciale, una Pop Up Experience – Out of the Kitchen. Mi ha attirato subito per due particolarità:

  1. la location: una cena per 20 persone in un giardino di una villa modernista di Barcellona,
  2. non un solo chef, ma ben 7, ognuno dei quali ha preparato un piatto diverso, inteso come una “storia da raccontare”.

Più che una cena a casa di sconosciuti, si è trattato di una cena clandestina organizzata in un posto segreto ed esclusivo: l’indirizzo preciso non è stato condiviso fino a poche ore prima dell’inizio.

Ho prenotato due giorni prima dell’evento, per me, il mio fidanzato e due amici. Ho pagato via Paypal ed entro 24 ore ho ricevuto la conferma dell’organizzatrice, che mi ha anche chiesto i nomi degli accompagnatori (probabilmente per fare una ricerca sulla loro reputazione online e per compilare i segnaposto, come poi ho scoperto).

Alle 14.30 del giorno della cena è stato condiviso l’indirizzo e altri dettagli sull’evento via email: non poteva andarci meglio, la location è stata una splendida villa privata nel quartiere Sarrià di Barcellona.

La mia esperienza con EatWith: la location

L’aperitivo, un gin&tonic elaborato con citrici e un gin catalano a tiratura limitata, ci è stato offerto nel tipico bow-window al primo piano delle case signorili di Barcellona. Assaporarlo e sentirne raccontare la storia, con vista sul rigoglioso giardino in cui avremmo cenato di lì a poco è stata un’esperienza sensoriale piena di promesse.

La mia esperienza con EatWith: aperitivo

L’illuminazione e la decorazione della tavola in giardino erano incantevoli: per centrotavola avevamo una ghirlanda di fiori rossi ed edera e come bicchieri per l’acqua degli originali fondi di bottiglia. Hanno sbagliato il mio nome sul segnaposto (succede spesso…), ma era tutto così bello che ho girato il cartellino e non ci ho pensato più!

La mia esperienza con EatWith: la tavola

 

I 7 piatti che si sono susseguiti durante la serata erano piccoli capolavori di gusto e salute, che giocavano sui contrasti tra dolce, piccante e salato e texture diverse. Non tutti i piatti erano di mio gusto, ovviamente, ma sia il cibo che il vino che la presentazione erano di eccellente qualità e in una cena con invitati numerosi come questa se il piatto solo assaggiato poi lo finisce il vicino non è un dramma, e forse nessuno se ne accorge.

E così, tra un brindisi e la descrizione di un piatto, assaggiando una tartare tailandese dal retrogusto mediterraneo e chiacchierando in inglese, catalano, spagnolo e italiano, capivi cosa significa essere cittadina del mondo. Ospiti e organizzatori sintetizzavano perfettamente la realtà composita e multiculturale di questa città, dove gli indipendentisti catalani cenano gomito a gomito con inguaribili viaggiatori e giovani professionisti brasiliani, statunitensi, inglesi, francesi, italiani e polacchi, magari arrivati in questa città per un’ Erasmus o un’esperienza all’estero di qualche mese, ma che poi se ne ritrovano perdutamente innamorati e incapaci di lasciarla.

La mia esperienza con EatWith: la cena

 

Insomma, è stata un’esperienza splendida, che raccomando a chi vive in una città multiculturale o si trova a visitarla senza troppa fretta e vuole vivere un’esperienza autentica, provando sapori nuovi, scoprendo posti lontani dalle rotte turistiche e facendosi nuovi amici.

Se vuoi, puoi vedere altre foto dell’evento su Instagram, cliccando sull’hashtag #foodiepopupexperience.

EatWith come ospite

Se vuoi partecipare a una cena EatWith, come ho fatto io, per prima cosa devi iscriverti al sito. Bastano pochi dati: nome, cognome, email, città dove vivi e dove sei nata. Dopodiché inserisci qualche informazione personale sul tuo profilo, per permettere agli organizzatori delle cene alle quali vuoi partecipare di valutare se sei un tipo raccomandabile, in fondo stai andando a cenare a casa loro! Oltre alla tua occupazione e a una foto, puoi raccontare qualcosa di te e aggiungere i link ai tuoi profili social ed eventualmente al tuo blog.

Il mio profilo EatWith

Adesso puoi subito cercare il primo evento al quale partecipare, cliccando su Shared Dining. Basta inserire la città dove vuoi cenare e appariranno gli eventi disponibili: EatWith al momento è disponibile in 150 città in tutto il mondo (in Italia: Roma, Milano, Catania, Firenze, Parma e Siena, tra le altre).

EatWith - Shared Dining a Barcellona

Poi se vuoi puoi filtrare i risultati per data, prezzo, tipo di cucina, numero di partecipanti, stile e tipo di pasto, cliccando su Filter.

Quando hai trovato un evento che ti piace, controlla subito quante persone hanno provato l’esperienza e la media dei voti che hanno dato al cibo e alle condizioni igieniche. Prenditi del tempo anche per leggere le recensioni che sono state lasciate dagli ospiti: in questo tipo di servizi nati dalla sharing economy sono l’unica garanzia contro brutte sorprese! Cerca sempre di scegliere host che hanno avuto molti ospiti a cena e la cui media dei voti è alta (più di 4 stelle).

Se quello che leggi ti convince, seleziona una delle date disponibili, il numero di ospiti e prenota cliccando su Book Now: considera che il numero di persone che possono entrare in ogni evento è limitato, quindi, specialmente se vai accompagnata, controlla che i posti disponibili (spots left) per la data prescelta siano sufficienti.

EatWith: leggi con attenzione le recensioni

 

Il pagamento va fatto immediatamente tramite la piattaforma di EatWith usando Paypal o una carta di credito (io consiglio sempre di usare Paypal per ragioni di sicurezza). In questa fase ti viene chiesto anche se hai qualche allergia o speciali preferenze in fatto di alimentazione: è il momento di avvisare se sei vegetariano, celiaco o allergico alle fragole. Adesso non resta che aspettare pazientemente che l’organizzatore ti mandi una conferma: potrebbe volerci un po’ di tempo.

Quando ricevi la conferma, è fatta! Il messaggio dovrebbe includere l’indirizzo preciso ed eventuali suggerimenti in fatto di dress code. Se così non fosse dai un’occhiata alle foto degli eventi passati organizzati dallo stesso anfitrione: sono sempre di grande aiuto per capire lo stile della serata. Prima di andare, è meglio leggere i consigli di EatWith per essere un buon ospite.

E quando torni a casa, non dimenticare di lasciare il tuo feedback (in inglese) su EatWith, andando sul profilo dell’organizzatore: la tua esperienza è importantissima per far migliorare chi prepara gli eventi e soprattutto per rendere EatWith una piattaforma affidabile e sicura.

EatWith come anfitrione

Con EatWith puoi non solo andare a cena a casa di sconosciuti, se sei anche una brava cuoca, puoi proporti come anfitrione e organizzare tu una cena a pagamento. Tieni in considerazione, però, che non è facile come sembra: anche se non è necessario essere uno chef o aver studiato cucina, dovrai dimostrare allo staff di EatWith che sei veramente capace di preparare piatti appetitosi e belli da vedere, in un ambiente accogliente. Visto che il servizio è dedicato specialmente a chi viaggia, dovrai anche conoscere qualche lingua, per lo meno l’inglese e saper intrattenere gli ospiti con chiacchiere o qualche attività. Proprio qualche giorno fa una blogger milanese che cucina per EatWith ha raccontato con dovizia di particolari tutto il lungo processo di selezione, tra moduli di iscrizione, video, foto e colloqui e persino fotografi ufficiali in ritardo e cene di prova.

Se dopo aver letto anche la sua esperienza, te la senti ancora, puoi fare domanda per diventare host. Ma prima di decidere, fai come me e partecipa a un evento: capirai come funziona e imparerai dagli errori e dai successi di altri utenti di EatWith.

Tu hai provato EatWith? Lo rifaresti? Condividi la tua esperienza!